Gruppo di Acquisto Solidale di Rimini

Rimini da Bere

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Resoconto delle ricerche sull'ACQUA

effettuate dal RiGAS nell'arco di tutto il 2002

Introduzione

Nel 2002 ci siamo posti una domanda apparentemente molto semplice:

Perchè la maggioranza di noi compra l'acqua da bere in bottiglia ?”

Abbiamo incominciato ad elencare le differenze certe tra le due:

  • L'acqua in bottiglia è molto più scomoda di quella del rubinetto. (se poi non abiti al piano terra!)

  • Costa molto di più (mica una paglia! costa circa 100 volte di più)

  • Inquina molto di più, in termini di produzione di rifiuti non biodegradabili.

  • L'unico aspetto a vantaggio dell'acqua in bottiglia è il sapore generalmente migliore, accompagnato e una opinione (questa tutta da dimostrare), di migliore qualità, suffragata unicamente dalle svariate migliaia di spot pubblicitari cui siamo sottoposti da decenni.

Non c'è bisogno di essere Genovesi per chiedersi che per compensare la serie di sfighe sopra elencate questa benedetta acqua in bottiglia dovrà avere per forza di cose virtù positive a iosa che l'acqua del rubinetto manco si sogna... (a meno che... )

Avevamo ingenuamente incominciato a pensare che per avere la stessa qualità dell'acqua in bottiglia, avremmo dovuto dotarci di sofisticati filtri, da quelli a carbone attivo, fino ai misteriosi filtri a osmosi inversa, che all'epoca il mercato aveva appena incominciava a proporre, per la verità in modo abbastanza aggressivo (alzi la mano chi non ha ricevuto almeno una telefonata da qualcuno che voleva piazzargliene uno in casa).

Così tutti i nostri sforzi si sono concentrati su questo punto chiave: Che differenze qualitative ci sono tra l'acqua in bottiglia e quella ci arriva in casa dall'acquedotto per giustificare uno di questi filtri... e se si, quale ?”

Così come da vicino nessuno è normale, anche le domande più semplici hanno la pessima abitudine di avere risposte terribilmente complicate. Quindi entriamo nel vivo.

Acqua migliore, acqua peggiore

Innanzi tutto leviamoci dalla testa che esista un acqua migliore ed un acqua peggiore in senso assoluto.

L'acqua è caratterizzata fondamentalmente da quello che c'è dentro oltre all'acqua, e siccome dentro di roba ce n'è una valanga, ci tocca parlare di parametri chimico/fisici: (tralasciamo per il momento l'aspetto batteriologico)

I parametri chimico/fisici dell'acqua in bottiglia li possiamo leggere sull'etichetta, ma quelli dell'acquedotto ? L'AMIR (ora HERA) ci ha fornito sia del materiale informativo a riguardo, che le stampe con i risultati di alcune analisi campione che giornalmente l'azienda fa in molti punti della rete.

Avendo anche integrato i dati con delle analisi commissionate ad un laboratorio privato, nel complesso abbiamo capito che:

  1. A Rimini abbiamo due tipi di acque: quella di pozzo e quella di Ridracoli.

  2. Dal rubinetto di casa nostra esce una miscela di queste due acque, che cambia (anche di molto) a seconda della zona e della stagione, di fatto sempre entro i limiti di legge1.

  3. Ci siamo concentrati sui parametri critici per le nostre acque, che sono:

    1. Durezza

    2. Nitrati

    3. Residui della clorazione (cloriti)

    4. Altri derivati della clorazione, estremamente nocivi (trialometani), ma che per fortuna sono risultati sempre del tutto assenti.

  4. Nelle zone (come il centro) che sono servite dai pozzi locali:

    1. Durezza abbastanza elevata (residuo fisso attorno a 600 mg/l)

    2. Nitrati abbastanza elevati (tra i 20 mg/l e i 30mg/l.), effetto diretto delle concimazioni pesanti degli anni '70, che la rendono inadatta all'alimentazione per neonati. (Limite di legge per la potabilita' < 50 mg/l, limite suggerito per l'acqua per l'infanzia < 10 mg/l)

    3. Cloriti quasi assenti (< 50mg./l)

  5. Nelle zone piu' che altro servite dall'acqua di ridracoli, i problemi possono essere:

    1. Durezza media (attorno a 300 mg/l)

    2. Nitrati bassi (attorno ai 5 mg/l)

    3. Cloriti abbastanza elevati. (tra i 500mg./l e 700 mg./l.) a causa delle molteplici clorazioni cui è sottoposta nel suo viaggio verso Rimini (essendo un'acqua superficiale e quindi batteriologicamente molto “esuberante”)

A norma di legge

Facciamo una piccola digressione sulla legislazione italiana. Contrariamente a quanto si possa pensare, la legislazione sulle acque in bottiglia è molto più permissiva rispetto a quella sull'acqua potabile fornita dagli acquedotti cittadini.

L'acqua dell'acquedotto è sottoposta a molti prelievi giornalieri fatti su tutta la rete, sia dall'azienda che gestisce la rete, sia (indipendentemente) dalla ASL.

Ma la cosa più importante è che molti dei i parametri fisici entro cui devono stare le acque in bottiglia sono più ampi rispetto a quelli relativi alle acque di acquedotto, cioè in altre parole ci sono acque che non potrebbero essere immesse in un acquedotto, ma che possono essere imbottigliate e vendute.

Storicamente questo fatto ha una spiegazione.

Le prime acque in bottiglia sono state acque termali (tipo Fiuggi), curative, e come tali venivano vendute. La legislazione sulle acque in bottiglia quindi doveva permettere l'imbottigliamento e la vendita di acque con parametri fisici anche molto “sballati”, perchè utili per certe patologie e per brevi cicli di cura, non certo per il consumo quotidiano.

(Con questo non si vuole dire che per forza le acque in bottiglia siano tutte schifezze, ma di certo non sono i parametri di legge che lo possono escludere)

Acqua potabile ?

Qualche considerazione alla luce di questi dati:

    1. Sulla Durezza:(Norma di legge: residuo fisso: <1500 mg./l, dovrebbe stare attorno a 200 mg./l)
      La durezza media o anche elevata non e' un reale problema se non per chi abbia già una calcolosi renale conclamata. Interpellando degli amici medici, ci hanno detto che non risultano studi che evidenzino un legame tra il consumo di acqua dura e l'aumento di incidenza di calcolosi renale, che viene determinata da altri fattori. Anzi, Una ricerca finlandese pubblicata sulla rivista "Journal of Epidemiology and Community Health" nel 2004 rivela che l'acqua dura può proteggere dalle malattie alle coronarie e dagli attacchi di cuore. (Fonte: Le Scienze)

    2. Sui Nitrati:(Norma di legge: <50 mg./l)
      I nitrati portano invece sfiga a tutti, non in quanto tali, ma quando
      vengono convertiti all'interno del nostro organismo in nitriti. I 20 mg./l che ingeriremmo nella peggiore delle ipotesi con l'acqua non sono poi molti se immaginiamo che 100gr. di Spinaci ne contengono circa 10 volte tanto (2000 mg./Kg.) mentre il melone arriva addirittura a 25 volte tanto (5000 mg./Kg). Pero' bisogna anche dire che verdura e frutta contiene anche numerosi antiossidanti che ostacolano la trasformazione dei nitrati in nitriti (che sono quelli tossici), mentre l'acqua no.

    3. Sui Cloriti:(Norma di legge: <200 mg./l, ma fino al 2006 il limite è stato elevato a 800 mg./l)
      Purtroppo non siamo stati capaci di trovare informazioni o qualcuno che ci riuscisse a dire anche solo vagamente quali rischi comporti l'assunzione di Cloriti.

    4. Sui Trialometani:(Norma di legge: <30 microgr../l)
      Questi fanno malissimo anche in quantità infinitesimali... ma per fortuna non sembra che ce ne sia la minima traccia. Siccome fidarsi è bene, mentre non fidarsi è certamente meglio, abbiamo pagato di tasca nostra delle analisi sull'acqua di acquedotto proprio sui trialometani, e ci hanno confermato la completa assenza di tali composti.

Acqua filtrabile ?

Abbiamo scoperto quasi subito che su durezza, nitrati possiamo metterci il cuore in pace. Se vogliamo diminuirli possiamo utilizzare unicamente un filtro ad osmosi inversa, che abbiamo escluso perchè costa decisamente troppo (900 euro) e spreca una infinità di acqua (da un minimo di 3 litri fino ad arrivare anche a 9 litri per ogni litro di acqua depurata)

Cosa offre invece un filtro composito a carbone attivo ?

  1. Un filtro di questo tipo riesce a FILTARE COMPLETAMENTE:

    1. Tutte le particelle in sospensione visibili a occhio nudo

    2. Il cloro libero (e come conseguenza diretta, il sapore del cloro)

    3. I residui della clorazione più tossici (intendendo i trialometani, non i cloriti)

    4. Un sacco di altra roba di cui pero' nell'acqua di Rimini non c'e' traccia in partenza
      (tipo piombo, mercurio, arsenico, etc.)

  1. Un filtro composito LASCIA invece INALTERATO sia il residuo fisso che i nitrati, e ABBATTE SOLO LEGGERMENTE (dalle nostre analisi, ha eliminato solo il 13% dei cloriti).

  2. E siccome non si fa mai nulla per nulla, in genere un filtro PEGGIORA l'aspetto microbiologico dell'acqua. Facile da immaginare, dato che il filtro è un posto umido, non troppo freddo, dove si accumula con il passare del tempo anche della materia organica.

E' proprio per a causa di questo ultimo punto che non si parla di semplici filtri a carbone attivo, ma di filtri compositi, perchè sono composti da un filtro a carbone unito ad una membrana batteriostatica, in genere argento o rame, per limitare il problema.2

Una volta filtrata l'acqua bisogna utilizzarla immediatamente, perche' una volta eliminati tutti i residui di cloro, l'acqua divena molto buona anche per alghe e batteri, che incominciano a colonizzarla molto allegramente e molto velocemente.

Un impianto del genere costa tra i 100 e i 200 euro, e lo si può facilmente montare da soli. Il filtro va cambiato ogni anno e costa sotto i 40 euro.

Esiste una variante di filtri SENZA batteriostatici, ma sono più complessi, in quanto utilizzano a questo scopo una lampada U.V. sterilizzatrice in aggiunta. In questo caso il filtro a carbone attivo costa meno e non ci sono rischi legati al rilascio dei sali d'argento, ma l'impianto e' piu' costoso.

N.B. Tenete presente che se quello che vi da fastidio è il sapore del cloro quest'ultimo, essendo volatile, se ne va da solo anche senza filtro, lasciando semplicemente l'acqua in una brocca per un'oretta(non una bottiglia, perchè serve una buona superficie di pelo libero dell'acqua), meglio se con un panno pulito sopra per proteggerla dalla polvere.

Conclusioni in breve

  1. Che acqua beviamo dal rubinetto di casa nostra ?

    1. Sostanzialmente un'acqua abbastanza SANA dappertutto, con le seguenti annotazioni:

    2. Nelle zone a maggioranza di acqua di pozzo (come Rimini centro, Miramare) e in autunno: Acqua abbastanza dura, con pochi cloriti ma con valori alti di nitrati (inadatta all'alimentazione dei neonati fino ad 1 anno di età), ma sempre al disotto dei limiti di legge.

    3. Per chi va a prendere l'acqua di Ridracoli direttamente a Covignano, oppure nelle zone a maggioranza di acqua di ridracoli (come Villa Verucchio, Torre Pedrera): Acqua di media durezza, con pochi nitrati ma con altissimi valori di cloriti, tre volte superiori ai limiti di legge.

B) Possiamo fare qualcosa per migliorarne la qualità e il sapore ?

(senza sprecarla e senza spendere una follia ?)

Il filtro a carbone attivo migliora sostanzialmente SOLO IL SAPORE.

La qualità dell'acqua (nel nostro caso) rimane sostanzialmente invariata.

Attenzione agli imbonitori

Abbiamo raccolto diverse segnalazioni riguardanti una ditta che nel 2002 aveva fatto un opera di marketing molto aggressivo su tutto il territorio per la vendita di filtri a osmosi inversa.

IL MECCANISMO E' IL SEGUENTE:

  • Vi contattano telefonicamente per un appuntamento senza impegno e vengono a casa vostra.

  • Fanno uno show ad effetto dove effettuano l'elettrolisi dell'acqua. L'esperimento non ha nessuna valenza scientifica ed ha lo scopo presunto di dimostrare che l'acqua del rubinetto è piena di schifezze.

  • NON vi prongono l'acquisto del filtro, ma un contratto di manutenzione DECENNALE, che copre il costo dei filtri di ricambio. Raccontano che il valore del filtro è di oltre 4000 euro, ma che il costo della manutenzione che viene offerta è complessivamente di 1700 euro in tre anni.

  • Quindi vi obbligano ad una firma IMMEDIATA, pena la scadenza dell'offerta.

DOVE SONO I PROBLEMI:

(Lasciando da parte la valutazione dell'effettiva utilità di un filtro a osmosi inversa.)

  • Il valore di mercato di un filtro a osmosi inversa è di poco superiore ai 1000 euro.

  • Inventare una scusa per esigere una firma e un'anticipo IMMEDIATO è una tecnica di persuasione suggerita dai libri di marketing porta-a-porta più biechi ed è ai limiti della legalità.

  • La malafede nel giochino dell'elettrolisi è totale:

    1. Fanno passare della corrente continua per 1 min. in un bicchiere di acqua del rubinetto e in un bicchiere di acqua “osmotizzata” dalla loro apparecchiatura.

    2. L'acqua del rubinetto si scalda e si intorbidisce tutta da far schifo, mentre l'acqua prodotta dalla loro apparecchiatura rimante candida e fresca.

    3. Spiegazione scientifica: Dato che l'acqua passata da un filtro ad osmosi inversa è di fatto praticamente distillata, ha una conducibilità elettrica bassissima e di fatto non conduce corrente, mentre l'acqua del rubinetto di corrente ne conduce a carrettate, dato che ha una ottima conducibilità elettrica data dal suo residuo fisso.

    4. Effettuare l'elettrolisi ha l'effetto di eliminare dal bicchiere una parte dell'acqua, mentre i sali discolti sono costretti a depositarsi, rendendosi visibili. L'effetto però dipende dalla quantità di corrente che passa, non dal tempo in cui si lascia accesso l'apparecchio. Qui sta la malafede, nel suggerire implicitamente che a parità di tempo le condizioni siano equivalenti, mentre per avere un effetto equivalente nell'acqua osmotizzata bisognerebbe tenere acceso l'apparecchio per dei giorni.

  • Il fatto anomalo che la ditta faccia PAGARE IN 3 ANNI una manutenzione che ha una copertura DECENNALE, fa crescere DRAMMATICAMENTE le probabilità che la stessa ditta trascorsi i tre anni diventi latitante, nel migliore dei casi.Anzi, direi che è praticamente una certezza.

  • A questo, chi vuole, può anche aggiungerci il ragionevole dubbio sulla effettiva qualità dell'apparecchiatura venduta, su cui non abbiamo però alcun dato.

1Sui limiti di legge è doveroso fare una puntualizzazione: Sono in genere abbastanza restrittivi, tranne in un caso abbastanza eclatante, che è quello dei Cloriti. Dato che si tratta di un parametro introdotto dalla nuova normativa europea sulla qualità delle acque entrata in vigore da non molti anni, e dato che la grande maggioranza degli acquedotti, non solo italiani, non rispettava tale limite, la normativa prevede per un certo numero di anni (cioè fino al 2006) un limite di legge che è stato il quadruplo di quello cosiddetto a regime per permettere in questo lasso di tempo alle aziende distributrici, di intervenire sugli impianti di clorazione in modo da contenere questo parametro. (approccio pragmatico, anche se non proprio elegante)

2Accenno solamente ad un ulteriore problema, che quest'ultima soluzione pone: il rame o l'argento usati all'interno in genere non è che se ne stanno sempre dentro, è garantito che ogni tanto qualche molecola più intraprendente deciderà di uscire con l'acqua che beviamo, ma non siamo stati in grado di valutarlo in pratica, anche perchè pur avendo fatto delle analisi anche su un'acqua passata attraverso un filtro di questo tipo, su indicazioni del produttore siamo andati a cercare tracce di argento, salvo poi scoprire che il filtro utilizzava in realtà un batteriostatico a base di rame.

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